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	<title>Comments for Innovatorieuropeivarese's Weblog</title>
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	<description>Just another WordPress.com weblog</description>
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		<title>Comment on Hello world! by innovatorieuropei</title>
		<link>http://innovatorieuropeivarese.wordpress.com/2008/02/21/hello-world/#comment-8</link>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 08:54:04 +0000</pubDate>
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		<description>Simone, please, fammi sapere se vuoi continuare nella attività IE Varese.
grazie
massimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Simone, please, fammi sapere se vuoi continuare nella attività IE Varese.<br />
grazie<br />
massimo</p>
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		<title>Comment on Hello world! by simi82</title>
		<link>http://innovatorieuropeivarese.wordpress.com/2008/02/21/hello-world/#comment-7</link>
		<dc:creator>simi82</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 23:07:39 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea Mollica, nel suo interessante studio sui voti assoluti, ci ha dimostrato come sostanzialmente dal 1994/96 ad oggi si sono formati due &quot;blocchi voti&quot; praticamente inossidabili di 17 milioni di voti per l&#039;area Pdl+Lega e di 12 milioni di voti per l&#039;area Pd (possiamo anche aggiungere il blocco Udc costante sui 2 milioni di voti). Le alternanze di governo sono quindi dipese sempre dalla configurazione delle alleanze.
Mi permetto solo un aggiunta, il Partito Democratico sarebbe uscito vincitore dalle urne se fosse riuscito, pur perdendo le elezioni, a scalfire questi blocchi &quot;storici&quot;. Domenica e lunedì il Pd ha raggiunto i 12 milioni di voti grazie &quot;all&#039;aiuto&quot; dei voti della Sinistra Arcobaleno. Visto che il blocco Pdl si è confermato (17 milioni), il blocco Udc ha tenuto (più di 2 milioni di voti) e la Destra ha preso quasi 900 mila voti, pare evidente come il Pd non abbia, non solo sfondato al centro, ma abbia pure perso una parte del proprio elettorato &quot;centrista-moderato&quot;, e per centrista non si intende solo il voto cattolico ma quello ben più vasto degli &quot;atei devoti&quot; (usando un&#039;espressione cara ad Aldo Bonomi e richiamata in questi giorni da Adamoli).
Le analisi dei flussi elettorali non sono così immediate, però a volte le spiegazioni più semplici sono quelle più vicine alla realtà.
Per quanto riguarda il voto dei giovani nella nostra provincia una prima analisi dice che tra Senato e Camera ci sono 10.558 voti in più in quest&#039;ultima che però in termini percentuali si traducono in uno 0,1% in meno rispetto al Senato (Pd Senato 24,6% - Pd Camera 24,5%) se in più ci mettiamo qualche voto disgiunto della Sinistra Arcobaleno non è un dato entusiasmante,ci &quot;consola&quot; il fatto che a livello nazionale facciamo peggio - 0,6% (Pd Senato 33,6% - Pd Camera 33,1); è chiaro che il voto giovane non ci ha premiato come invece era nelle attese.
Per le Provinciali mi sento di ringraziare personalmente e anche a nome di tutto il gruppo giovani Jacopo (Busto 4), Alice (Busto 2), Federico (Gallarate 2) e Marta (Gavirate). Hanno accettato una sfida non facile (anzi quasi impossibile), la loro candidatura (non scontata) e la loro campagna elettorale insieme a quella di Andrea alla Camera sono state fondamentali per affermare che ci siamo e che abbiamo la seria ambizione di creare il più importante gruppo politico giovanile della provincia.

Paolo Bertocchi
Giovani Democratici Varese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Mollica, nel suo interessante studio sui voti assoluti, ci ha dimostrato come sostanzialmente dal 1994/96 ad oggi si sono formati due &#8220;blocchi voti&#8221; praticamente inossidabili di 17 milioni di voti per l&#8217;area Pdl+Lega e di 12 milioni di voti per l&#8217;area Pd (possiamo anche aggiungere il blocco Udc costante sui 2 milioni di voti). Le alternanze di governo sono quindi dipese sempre dalla configurazione delle alleanze.<br />
Mi permetto solo un aggiunta, il Partito Democratico sarebbe uscito vincitore dalle urne se fosse riuscito, pur perdendo le elezioni, a scalfire questi blocchi &#8220;storici&#8221;. Domenica e lunedì il Pd ha raggiunto i 12 milioni di voti grazie &#8220;all&#8217;aiuto&#8221; dei voti della Sinistra Arcobaleno. Visto che il blocco Pdl si è confermato (17 milioni), il blocco Udc ha tenuto (più di 2 milioni di voti) e la Destra ha preso quasi 900 mila voti, pare evidente come il Pd non abbia, non solo sfondato al centro, ma abbia pure perso una parte del proprio elettorato &#8220;centrista-moderato&#8221;, e per centrista non si intende solo il voto cattolico ma quello ben più vasto degli &#8220;atei devoti&#8221; (usando un&#8217;espressione cara ad Aldo Bonomi e richiamata in questi giorni da Adamoli).<br />
Le analisi dei flussi elettorali non sono così immediate, però a volte le spiegazioni più semplici sono quelle più vicine alla realtà.<br />
Per quanto riguarda il voto dei giovani nella nostra provincia una prima analisi dice che tra Senato e Camera ci sono 10.558 voti in più in quest&#8217;ultima che però in termini percentuali si traducono in uno 0,1% in meno rispetto al Senato (Pd Senato 24,6% &#8211; Pd Camera 24,5%) se in più ci mettiamo qualche voto disgiunto della Sinistra Arcobaleno non è un dato entusiasmante,ci &#8220;consola&#8221; il fatto che a livello nazionale facciamo peggio &#8211; 0,6% (Pd Senato 33,6% &#8211; Pd Camera 33,1); è chiaro che il voto giovane non ci ha premiato come invece era nelle attese.<br />
Per le Provinciali mi sento di ringraziare personalmente e anche a nome di tutto il gruppo giovani Jacopo (Busto 4), Alice (Busto 2), Federico (Gallarate 2) e Marta (Gavirate). Hanno accettato una sfida non facile (anzi quasi impossibile), la loro candidatura (non scontata) e la loro campagna elettorale insieme a quella di Andrea alla Camera sono state fondamentali per affermare che ci siamo e che abbiamo la seria ambizione di creare il più importante gruppo politico giovanile della provincia.</p>
<p>Paolo Bertocchi<br />
Giovani Democratici Varese</p>
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	<item>
		<title>Comment on Hello world! by simi82</title>
		<link>http://innovatorieuropeivarese.wordpress.com/2008/02/21/hello-world/#comment-6</link>
		<dc:creator>simi82</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 23:04:30 +0000</pubDate>
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		<description>Dopo l&#039;iniziale shock della sconfitta, un dato mi ossessiona. Il centrodestra (inteso come l&#039;alleanza ora al governo, + Casini e Storace, personaggi legati anche se separati dal fronte Berlusconiano)sfiora i 20 milioni di voti, un numero impressionante. La cosa che più mi colpisce è che questa cifra si poteva ottenere fin dallo scioglimento delle Camere, con una semplice ipotesi. Tenuto conto  dell&#039;enorme avversione dell&#039;elettorato di centrodestra al governo Prodi, si poteva ragionevolmente pensare che gran parte se non tutti i 19 milioni raccolti dall&#039;allora larghissima CDL sarebbero tornati in quello schieramento. Se si sommano a questo dato i voti raccolti da Pensionati e Udeur, si arriva alla cifra di 20 milioni, o poco meno. I flussi elettorali non si fanno certo così, però la similitudine colpisce. Così come mi ha colpito un altro dato: il Pdl+ la Lega hanno raccolto 17 milioni di elettori intorno a loro, più o meno. Ma è un dato nuovo? Nel 2006 furono circa 16, ma anche qui sommando Udeur e Pensionati( o pensando ai 600 mila voti netti in meno dell&#039;Udc) non si arriva molto distanti da quella cifra. Nel 2001 Pdl + Lega erano sempre sui 17, e allora si scoprì come gli operai settentrionali votassero Berlusconi(nel 2008 è tornata al ruolo del &#039;92/&#039;94 la Lega). Proseguendo a ritroso, si scopre come nel 1996 gli elettori di Pdl e Lega superarono i 17 milioni e mezzo, mentre nel 1994 si attestarono poco sotto i 17. Voti maturati in circostanze politiche molto diverse tra loro, se non opposte, però sempre molto costanti. E&#039; altrettanto curioso evidenziare al contempo come i 12 milioni e rotti del PD siano molto simili agli 11.930.983 dell&#039;Ulivo del 2006, o agli 11 milioni e 600 mila raccolti dai Ds e Margherita nell&#039;ecatombe del 2001, elezione che ricorda molto quella di quest&#039;anno(giusto per ribadire che andando uniti non ci perdiamo, al contrario…). Da due giorni(due notti, in realtà)ho messo insieme un po&#039; di dati che raccolgono il consenso in numeri ASSOLUTI delle varie forze politiche da quando è iniziata l&#039;era bipolare italiana, nelle politiche del 1994. Ho  fatto poi alcuni raffronti per la nostra Provincia e la mia città(mi scusino i non varesini e i non luinesi)e con alcune Regioni simbolo di questa elezione, Lombardia, Emilia, Lazio e Campania(dato Senato 2008 con 2006). Non è uno studio, non traggo conclusioni, solo un tentativo di RIMARCARE numeri che nel Paese esistono da più di un decennio e che ogni volta dimentichiamo. I dati assoluti, mi preme ribadire anche se immagino che già molti se non tutti voi lo condividiate, sono il vero parametro di analisi per la politica. Permettono, molto di più delle percentuali, di notare alcune cose interessanti. L&#039;evaporazione della SA, che ha bruciato circa 2 milioni e 600 mila voti in due anni, finiti in gran parte tra astensione, IDV e Pd, molto più che alla Lega. Mi ha molto colpito il dato della Lombardia, dove il centrodestra versione 2006 ottiene solo 35 mila voti in più nel 2008, includendo dunque i 350 mila voti di chi non ha voluto &quot;scientemente&quot; votare per Berlusconi premier. Anche a Varese,patria della Lega, alla Camera il centrodestra &quot;largo&quot; cresce nel 2008 di 6mila voti, includendo dunque gli oltre 30 mila che non hanno scelto di rimandare Silvio a Palazzo Chigi. La mia non vuole essere un&#039;analisi del voto definita, ma solo una constatazione di una realtà che si ripropone ormai da molti anni. Il vantaggio strutturale del CDX sul CDX dipende dalla maggior popolosità dell&#039;area settentrionale rispetto a quella centrale, le due zone dagli orientamenti politici più definiti e costanti nel tempo. Il mezzogiorno è invece più mobile, e sul come non mi pronuncio, e lì si decidono le sorti delle elezioni, oltre che sulla capacità di mobilitazione del proprio elettorato, che il centrodestra non ha alle amministrative in generale, ma che diventa imponente alle politiche. Comunque, credo che i numeri che vi giro siano molto più interessanti delle mie parole, è ancora uno schema troppo parco di numeri però mi sembra un&#039;interessante punto di partenza per le vostre riflessioni. Essendo una tabella riepilogativa, ho deciso di usare il segno + e il partito per quelle forze politiche presenti a distanza di anni in formazioni politiche diverse. Alcune scelte potrebbero essere discutibili. Nel raffronto 2008/2006, ho tolto dai voti dell&#039;Unione SVP, Udeur(indicativi del voto che cambia al Sud, e i Pensionati, partito che mi sembra raccolga il generico voto d&#039;opinione, tendenzialmente moderato. Per il 1994 ho messo il voto nella Rete nella riga di Di Pietro per il simile afflato simpatetico alle procure, diciamo cos, mentre ho deciso di sommare il dato del PPI del 1994 al PD e quello del Patto Segni dello stesso anno all&#039;UDC, giusto perché mi sembrava veramente difficile scorporare quei sei milioni di voti. Un&#039;altra analogia che rimarco: nel 2001 Democrazia Europea e CCD-CDU dell&#039;epoca presero poco più di 2 milioni di voti, valore molto simile a quello dell&#039;UDC di quest&#039;anno. Ultima considerazione su un voto a me caro, quello ambientalista. E&#039; davvero interessante notare come la progressione dei voti dei Verdi sia sempre più diminuita, fino quasi a scomparire quest&#039;anno, nel pazzoide tentativo di Pecoraro Scanio e Paolo Cento di legare le sorti dell&#039;ambientalismo a quelle del radicalismo di sinistra. Tutto il contrario di quanto ha fatto Joschka Fischer in Germania, en passant, che ha raccolto il massimo dei voti verdi quando li trasformò nei liberali di sinistra, meno legati della Spd al Welfare crucco e più riformisti.

Andrea Mollica
Giovani Democratici Varese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;iniziale shock della sconfitta, un dato mi ossessiona. Il centrodestra (inteso come l&#8217;alleanza ora al governo, + Casini e Storace, personaggi legati anche se separati dal fronte Berlusconiano)sfiora i 20 milioni di voti, un numero impressionante. La cosa che più mi colpisce è che questa cifra si poteva ottenere fin dallo scioglimento delle Camere, con una semplice ipotesi. Tenuto conto  dell&#8217;enorme avversione dell&#8217;elettorato di centrodestra al governo Prodi, si poteva ragionevolmente pensare che gran parte se non tutti i 19 milioni raccolti dall&#8217;allora larghissima CDL sarebbero tornati in quello schieramento. Se si sommano a questo dato i voti raccolti da Pensionati e Udeur, si arriva alla cifra di 20 milioni, o poco meno. I flussi elettorali non si fanno certo così, però la similitudine colpisce. Così come mi ha colpito un altro dato: il Pdl+ la Lega hanno raccolto 17 milioni di elettori intorno a loro, più o meno. Ma è un dato nuovo? Nel 2006 furono circa 16, ma anche qui sommando Udeur e Pensionati( o pensando ai 600 mila voti netti in meno dell&#8217;Udc) non si arriva molto distanti da quella cifra. Nel 2001 Pdl + Lega erano sempre sui 17, e allora si scoprì come gli operai settentrionali votassero Berlusconi(nel 2008 è tornata al ruolo del &#8216;92/&#8217;94 la Lega). Proseguendo a ritroso, si scopre come nel 1996 gli elettori di Pdl e Lega superarono i 17 milioni e mezzo, mentre nel 1994 si attestarono poco sotto i 17. Voti maturati in circostanze politiche molto diverse tra loro, se non opposte, però sempre molto costanti. E&#8217; altrettanto curioso evidenziare al contempo come i 12 milioni e rotti del PD siano molto simili agli 11.930.983 dell&#8217;Ulivo del 2006, o agli 11 milioni e 600 mila raccolti dai Ds e Margherita nell&#8217;ecatombe del 2001, elezione che ricorda molto quella di quest&#8217;anno(giusto per ribadire che andando uniti non ci perdiamo, al contrario…). Da due giorni(due notti, in realtà)ho messo insieme un po&#8217; di dati che raccolgono il consenso in numeri ASSOLUTI delle varie forze politiche da quando è iniziata l&#8217;era bipolare italiana, nelle politiche del 1994. Ho  fatto poi alcuni raffronti per la nostra Provincia e la mia città(mi scusino i non varesini e i non luinesi)e con alcune Regioni simbolo di questa elezione, Lombardia, Emilia, Lazio e Campania(dato Senato 2008 con 2006). Non è uno studio, non traggo conclusioni, solo un tentativo di RIMARCARE numeri che nel Paese esistono da più di un decennio e che ogni volta dimentichiamo. I dati assoluti, mi preme ribadire anche se immagino che già molti se non tutti voi lo condividiate, sono il vero parametro di analisi per la politica. Permettono, molto di più delle percentuali, di notare alcune cose interessanti. L&#8217;evaporazione della SA, che ha bruciato circa 2 milioni e 600 mila voti in due anni, finiti in gran parte tra astensione, IDV e Pd, molto più che alla Lega. Mi ha molto colpito il dato della Lombardia, dove il centrodestra versione 2006 ottiene solo 35 mila voti in più nel 2008, includendo dunque i 350 mila voti di chi non ha voluto &#8220;scientemente&#8221; votare per Berlusconi premier. Anche a Varese,patria della Lega, alla Camera il centrodestra &#8220;largo&#8221; cresce nel 2008 di 6mila voti, includendo dunque gli oltre 30 mila che non hanno scelto di rimandare Silvio a Palazzo Chigi. La mia non vuole essere un&#8217;analisi del voto definita, ma solo una constatazione di una realtà che si ripropone ormai da molti anni. Il vantaggio strutturale del CDX sul CDX dipende dalla maggior popolosità dell&#8217;area settentrionale rispetto a quella centrale, le due zone dagli orientamenti politici più definiti e costanti nel tempo. Il mezzogiorno è invece più mobile, e sul come non mi pronuncio, e lì si decidono le sorti delle elezioni, oltre che sulla capacità di mobilitazione del proprio elettorato, che il centrodestra non ha alle amministrative in generale, ma che diventa imponente alle politiche. Comunque, credo che i numeri che vi giro siano molto più interessanti delle mie parole, è ancora uno schema troppo parco di numeri però mi sembra un&#8217;interessante punto di partenza per le vostre riflessioni. Essendo una tabella riepilogativa, ho deciso di usare il segno + e il partito per quelle forze politiche presenti a distanza di anni in formazioni politiche diverse. Alcune scelte potrebbero essere discutibili. Nel raffronto 2008/2006, ho tolto dai voti dell&#8217;Unione SVP, Udeur(indicativi del voto che cambia al Sud, e i Pensionati, partito che mi sembra raccolga il generico voto d&#8217;opinione, tendenzialmente moderato. Per il 1994 ho messo il voto nella Rete nella riga di Di Pietro per il simile afflato simpatetico alle procure, diciamo cos, mentre ho deciso di sommare il dato del PPI del 1994 al PD e quello del Patto Segni dello stesso anno all&#8217;UDC, giusto perché mi sembrava veramente difficile scorporare quei sei milioni di voti. Un&#8217;altra analogia che rimarco: nel 2001 Democrazia Europea e CCD-CDU dell&#8217;epoca presero poco più di 2 milioni di voti, valore molto simile a quello dell&#8217;UDC di quest&#8217;anno. Ultima considerazione su un voto a me caro, quello ambientalista. E&#8217; davvero interessante notare come la progressione dei voti dei Verdi sia sempre più diminuita, fino quasi a scomparire quest&#8217;anno, nel pazzoide tentativo di Pecoraro Scanio e Paolo Cento di legare le sorti dell&#8217;ambientalismo a quelle del radicalismo di sinistra. Tutto il contrario di quanto ha fatto Joschka Fischer in Germania, en passant, che ha raccolto il massimo dei voti verdi quando li trasformò nei liberali di sinistra, meno legati della Spd al Welfare crucco e più riformisti.</p>
<p>Andrea Mollica<br />
Giovani Democratici Varese</p>
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	<item>
		<title>Comment on Hello world! by Giuseppe</title>
		<link>http://innovatorieuropeivarese.wordpress.com/2008/02/21/hello-world/#comment-5</link>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 19:37:53 +0000</pubDate>
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		<description>Agenda per una riflessione sul risultato elettorale 

Nelle settimane e nei mesi prossimi dovremo fare una lunga e profonda riflessione sui risultati di domenica scorsa. Mi limito, oggi, ad indicare alcuni temi che dovranno essere analizzati con la disponibilità di studi e ricerche sui flussi elettorali. 

Sul dato nazionale

Le elezioni ci consegnano un quadro politico certo con una governabilità, sulla carta, assicurata. Il dato più macroscopico è lo spostamento rilevante a destra dell’equilibrio politico del Paese, malgrado l’esito per molti aspetti soddisfacente del nostro partito. La drastica semplificazione politica, innestata dall’iniziativa del Partito Democratico, ci avvicina per molti aspetti positivamente alle grandi democrazie europee con una differenza però profonda e dalle conseguenze difficili da prevedere. L’assenza grave della Sinistra, cosiddetta radicale, in tutte due le Camere è una anomalia in Europa dove è rappresentata direttamente o dentro grandi contenitori, e soprattutto nella storia italiana. La partecipazione di partiti e movimenti di sinistra radicale, moderna o antica che sia, la quale non approda nelle istituzioni nazionali, pone alla politica e al nostro Partito in particolare interrogativi seri e perfino inquietanti. 

Molte sono le cause di questo terremoto parlamentare. La maggioranza politica che implode e causa le elezioni anticipate dopo meno di due anni è candidata naturale alla sconfitta. Siamo recidivi, qualcosa di simile, sebbene non abbia portato alla chiusura anticipata della legislatura, era successo nel quinquennio 1996-2001 con il cambio di tre capi di governo. E’ stata indubbiamente errata la lettura del risultato di due anni fa interpretato come una totale autosufficienza della nostra coalizione che non aveva fondamento nel responso delle urne. Spie di questa cattiva interpretazione sono state l’occupazione di tutte le cariche istituzionali e un governo più gonfio di ministri e sottosegretari della storia repubblicana. 

Eppure il governo, se non è stato esaltante, ha avuto però dei punti di forza che non siamo stati capaci né di comunicare, né di valorizzare. Si è lasciato pensare al Paese che il Governo Prodi sia stato una parentesi tutta negativa da gettare alle ortiche non contrastando efficacemente la propaganda della destra. Era difficilissimo separare l’azione del governo, moderatamente positiva, dalle responsabilità di una coalizione litigiosa e contraddittoria, perfino irresponsabile nelle sue piccolissime frange estreme di destra e di sinistra. Questa impresa se è stata tentata, non è riuscita. La stessa idea di andare da soli, che condividevo e condivido, non è bastata a rimontare la china pur con una mobilitazione e con un entusiasmo elettorale che da tempo non si vedevano. 

Sul dato regionale

Sul voto lombardo e delle Regioni del Nord hanno pesato fattori peculiari. Tra questi elementi Alitalia, Malpensa, le infrastrutture hanno certamente avuto una loro specificità e influenza. Stiamo attenti però a non sovrastimarli. Nel Veneto la Lega raddoppia ed è più forte che in Lombardia ma la vicenda Malpensa per loro ha pesato zero. Il nodo infrastrutturale nel suo complesso è invece più determinante ma lo è anche al Sud, sebbene per noi risulti ancora più decisivo per il confronto spietato con gli altri sistemi europei. Ma come spiegare che il Governo Prodi in venti mesi ha fatto forse di più del precedente Governo in cinque anni senza ottenere il minimo riconoscimento? E’ solo un problema irrisolto di comunicazione oppure vi sono fattori che contano di più? 

Attenzione, il pragmatismo del Nord non misura il progresso solo con i chilometri di asfalto. Non è sempre un pragmatismo senza anima. Ho sentito e sento sulla Lega Nord dichiarazioni e commenti infondati e fuorvianti. La Lega ormai, ci piaccia o no, rappresenta un agglomerato di valori (qualcuno li definisce pseudo valori) dal quale noi siamo lontani, che suscita appartenenza in tutte le classi sociali, non più solo nei lavoratori autonomi. E’ una idea di società, rappresentata con esasperazione, rabbia e paura, che è venuta configurandosi con strappi e contraddizioni e che si è via via stratificata e amalgamata, intorno a punti riconoscibili: immigrazione, sicurezza, tradizionalismo religioso, difesa dalla globalizzazione con velleità daziarie a cui Tremonti offre oggi una dignità culturale. Anche il problema delle tasse nel suo controverso rapporto con Roma è venuto pian piano assumendo una definizione più matura attraverso il federalismo fiscale e il federalismo differenziato, la cui strada è stata aperta dalla riforma costituzionale dell’Ulivo del 2001.

Ho dato e do un giudizio positivo della campagna elettorale di Veltroni, ma quando nelle ultime settimane l’ho sentito parlare di una Lega secessionista, in un modo che io stesso consideravo non realistico e provocatorio, ho capito la distanza che purtroppo separa l’umore di questa terra da un centralismo di cui non ci siamo ancora liberati completamente. 
 

Sul dato provinciale e sul voto cattolico

Per la nostra provincia vale un’analisi del tutto simile. Per noi il fardello pesante in più è rappresentato da un sistema di potere strutturato a vantaggio quasi esclusivo della Lega in una logica di scambio, riconosciuta e conclamata, con gli interessi nazionali del leader della loro coalizione.

Un elemento di rilievo per la nostra provincia è stato sicuramente il caso Malpensa. E’ oggettivamente così, ma noi dobbiamo abituarci ad affrontare questi problemi in modo intelligente e dialettico con Roma evitando di scuotere l’albero con la Lega pronta a raccogliere i frutti. Mettere a punto strumenti di analisi appropriati, usare un vocabolario politico diverso dalla Lega anche nel raggiungimento di scopi analoghi, tralasciare la propaganda “nordista” come unico approccio di comunicazione, questi sono imperativi per una presenza matura e fruttuosa. 

Il Centrosinistra complessivamente inteso (Camera PD 24,67% - Italia dei Valori 3,77% - Arcobaleno 2,50% = 30,94%) non raggiunge certo uno dei suoi risultati più brillanti in una successione storica logica. Può avere inciso l’astensione della Sinistra, ma anche se le attribuissimo tutto il calo di partecipazione rispetto al 2006, non sarebbe tale da pareggiare l’insuccesso complessivo. Il PD ha probabilmente preso tanti voti dalla Sinistra radicale - che  li ha persi anche a favore della Lega - ma non ha intaccato per nulla, questo è il punto, il patrimonio dell’altro schieramento, anzi gli ha probabilmente ceduto quote non insignificanti di elettori. E’ questo un filone di analisi e di ricerca che vale per Varese e molte altre parti della Lombardia e del Paese. Per la nostra provincia dobbiamo mettere in campo il quid aggiuntivo di conoscenze dirette e personali.

Faccio solo un esempio. Quanta parte di voto cattolico si è spostata sull’UDC o sulla Destra? Quanto ne è rimasto nel PD e nel Centrosinistra? Non è una riflessione di parte a causa della mia cultura di provenienza. Nella fascia Pedemontana, una volta vandea bianca, patria ed identità territoriale, religiosità ed ateismo devoto (così lo si chiama adesso ma è sempre esistito) sentimenti autonomistici fortissimi e radicati, religione del lavoro in tutte le sue forme con aspirazione a quello autonomo, insofferenza per lacci e laccioli burocratici; tutti questi elementi ed altri ancora contrassegnano la natura profonda del vivere sociale. Chiamiamoli come vogliamo, ma senza sentire la puzza sotto il naso. 

Si dia pure della DC il giudizio storico che si vuole, ma non c’è dubbio che il suo successo più importante è stato nel recuperare (allora) alla democrazia e ad una idea di progresso culturale e sociale fette importanti di elettorato popolare istintivamente di destra o reazionarie, parte delle quali non c’entravano nulla con l’ispirazione cristiana. Questo elettorato ora si è accasato, spero non definitivamente, altrimenti continueremo a rappresentare un blocco sociale minoritario e sconfitto. E’ una considerazione sul piano di una totale laicità politica che un partito come il PD, a vocazione maggioritaria come diciamo in perfetto politichese, non può tralasciare.

Aggiungo un ultimo interrogativo. Ha senso sostenere oggi che i grandi temi etici contano poco nell’orientamento elettorale dei cittadini in un tempo nel quale il progresso della scienza ci pone ogni giorno davanti ai grandi dilemmi della vita e della morte? E’ giusto confinarli nelle coscienze individuali quando stanno diventando tra i problemi più scottanti dei parlamenti (e anche delle regioni), dovunque c’è un potere legislativo? Perché considerarli appannaggio degli altri partiti? 

Scambiare il pragmatismo lombardo per una tavola senza valori e senza sentimenti di quel tipo, che invece ci sono eccome, e si radicano nella notte dei tempi, sarebbe un errore gravissimo per il Partito Democratico. Che alla fine potrebbe mettere in dubbio la stessa appartenenza di militanti e dirigenti. 

Abbiamo un punto di ripartenza eccezionale, che è dato da una mobilitazione entusiasmante di cui bisogna dare merito alla dirigenza del partito, a tutti i candidati, due felicemente rieletti, e ad una militanza vastissima e rinnovata. La lucidità dell’analisi però è indispensabile e deve essere fatta coralmente e senza logiche consolatorie.

                                              

                                              Giuseppe Adamoli

                                          Consigliere regionale PD

www.adamoligiuseppe.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Agenda per una riflessione sul risultato elettorale </p>
<p>Nelle settimane e nei mesi prossimi dovremo fare una lunga e profonda riflessione sui risultati di domenica scorsa. Mi limito, oggi, ad indicare alcuni temi che dovranno essere analizzati con la disponibilità di studi e ricerche sui flussi elettorali. </p>
<p>Sul dato nazionale</p>
<p>Le elezioni ci consegnano un quadro politico certo con una governabilità, sulla carta, assicurata. Il dato più macroscopico è lo spostamento rilevante a destra dell’equilibrio politico del Paese, malgrado l’esito per molti aspetti soddisfacente del nostro partito. La drastica semplificazione politica, innestata dall’iniziativa del Partito Democratico, ci avvicina per molti aspetti positivamente alle grandi democrazie europee con una differenza però profonda e dalle conseguenze difficili da prevedere. L’assenza grave della Sinistra, cosiddetta radicale, in tutte due le Camere è una anomalia in Europa dove è rappresentata direttamente o dentro grandi contenitori, e soprattutto nella storia italiana. La partecipazione di partiti e movimenti di sinistra radicale, moderna o antica che sia, la quale non approda nelle istituzioni nazionali, pone alla politica e al nostro Partito in particolare interrogativi seri e perfino inquietanti. </p>
<p>Molte sono le cause di questo terremoto parlamentare. La maggioranza politica che implode e causa le elezioni anticipate dopo meno di due anni è candidata naturale alla sconfitta. Siamo recidivi, qualcosa di simile, sebbene non abbia portato alla chiusura anticipata della legislatura, era successo nel quinquennio 1996-2001 con il cambio di tre capi di governo. E’ stata indubbiamente errata la lettura del risultato di due anni fa interpretato come una totale autosufficienza della nostra coalizione che non aveva fondamento nel responso delle urne. Spie di questa cattiva interpretazione sono state l’occupazione di tutte le cariche istituzionali e un governo più gonfio di ministri e sottosegretari della storia repubblicana. </p>
<p>Eppure il governo, se non è stato esaltante, ha avuto però dei punti di forza che non siamo stati capaci né di comunicare, né di valorizzare. Si è lasciato pensare al Paese che il Governo Prodi sia stato una parentesi tutta negativa da gettare alle ortiche non contrastando efficacemente la propaganda della destra. Era difficilissimo separare l’azione del governo, moderatamente positiva, dalle responsabilità di una coalizione litigiosa e contraddittoria, perfino irresponsabile nelle sue piccolissime frange estreme di destra e di sinistra. Questa impresa se è stata tentata, non è riuscita. La stessa idea di andare da soli, che condividevo e condivido, non è bastata a rimontare la china pur con una mobilitazione e con un entusiasmo elettorale che da tempo non si vedevano. </p>
<p>Sul dato regionale</p>
<p>Sul voto lombardo e delle Regioni del Nord hanno pesato fattori peculiari. Tra questi elementi Alitalia, Malpensa, le infrastrutture hanno certamente avuto una loro specificità e influenza. Stiamo attenti però a non sovrastimarli. Nel Veneto la Lega raddoppia ed è più forte che in Lombardia ma la vicenda Malpensa per loro ha pesato zero. Il nodo infrastrutturale nel suo complesso è invece più determinante ma lo è anche al Sud, sebbene per noi risulti ancora più decisivo per il confronto spietato con gli altri sistemi europei. Ma come spiegare che il Governo Prodi in venti mesi ha fatto forse di più del precedente Governo in cinque anni senza ottenere il minimo riconoscimento? E’ solo un problema irrisolto di comunicazione oppure vi sono fattori che contano di più? </p>
<p>Attenzione, il pragmatismo del Nord non misura il progresso solo con i chilometri di asfalto. Non è sempre un pragmatismo senza anima. Ho sentito e sento sulla Lega Nord dichiarazioni e commenti infondati e fuorvianti. La Lega ormai, ci piaccia o no, rappresenta un agglomerato di valori (qualcuno li definisce pseudo valori) dal quale noi siamo lontani, che suscita appartenenza in tutte le classi sociali, non più solo nei lavoratori autonomi. E’ una idea di società, rappresentata con esasperazione, rabbia e paura, che è venuta configurandosi con strappi e contraddizioni e che si è via via stratificata e amalgamata, intorno a punti riconoscibili: immigrazione, sicurezza, tradizionalismo religioso, difesa dalla globalizzazione con velleità daziarie a cui Tremonti offre oggi una dignità culturale. Anche il problema delle tasse nel suo controverso rapporto con Roma è venuto pian piano assumendo una definizione più matura attraverso il federalismo fiscale e il federalismo differenziato, la cui strada è stata aperta dalla riforma costituzionale dell’Ulivo del 2001.</p>
<p>Ho dato e do un giudizio positivo della campagna elettorale di Veltroni, ma quando nelle ultime settimane l’ho sentito parlare di una Lega secessionista, in un modo che io stesso consideravo non realistico e provocatorio, ho capito la distanza che purtroppo separa l’umore di questa terra da un centralismo di cui non ci siamo ancora liberati completamente. </p>
<p>Sul dato provinciale e sul voto cattolico</p>
<p>Per la nostra provincia vale un’analisi del tutto simile. Per noi il fardello pesante in più è rappresentato da un sistema di potere strutturato a vantaggio quasi esclusivo della Lega in una logica di scambio, riconosciuta e conclamata, con gli interessi nazionali del leader della loro coalizione.</p>
<p>Un elemento di rilievo per la nostra provincia è stato sicuramente il caso Malpensa. E’ oggettivamente così, ma noi dobbiamo abituarci ad affrontare questi problemi in modo intelligente e dialettico con Roma evitando di scuotere l’albero con la Lega pronta a raccogliere i frutti. Mettere a punto strumenti di analisi appropriati, usare un vocabolario politico diverso dalla Lega anche nel raggiungimento di scopi analoghi, tralasciare la propaganda “nordista” come unico approccio di comunicazione, questi sono imperativi per una presenza matura e fruttuosa. </p>
<p>Il Centrosinistra complessivamente inteso (Camera PD 24,67% &#8211; Italia dei Valori 3,77% &#8211; Arcobaleno 2,50% = 30,94%) non raggiunge certo uno dei suoi risultati più brillanti in una successione storica logica. Può avere inciso l’astensione della Sinistra, ma anche se le attribuissimo tutto il calo di partecipazione rispetto al 2006, non sarebbe tale da pareggiare l’insuccesso complessivo. Il PD ha probabilmente preso tanti voti dalla Sinistra radicale &#8211; che  li ha persi anche a favore della Lega &#8211; ma non ha intaccato per nulla, questo è il punto, il patrimonio dell’altro schieramento, anzi gli ha probabilmente ceduto quote non insignificanti di elettori. E’ questo un filone di analisi e di ricerca che vale per Varese e molte altre parti della Lombardia e del Paese. Per la nostra provincia dobbiamo mettere in campo il quid aggiuntivo di conoscenze dirette e personali.</p>
<p>Faccio solo un esempio. Quanta parte di voto cattolico si è spostata sull’UDC o sulla Destra? Quanto ne è rimasto nel PD e nel Centrosinistra? Non è una riflessione di parte a causa della mia cultura di provenienza. Nella fascia Pedemontana, una volta vandea bianca, patria ed identità territoriale, religiosità ed ateismo devoto (così lo si chiama adesso ma è sempre esistito) sentimenti autonomistici fortissimi e radicati, religione del lavoro in tutte le sue forme con aspirazione a quello autonomo, insofferenza per lacci e laccioli burocratici; tutti questi elementi ed altri ancora contrassegnano la natura profonda del vivere sociale. Chiamiamoli come vogliamo, ma senza sentire la puzza sotto il naso. </p>
<p>Si dia pure della DC il giudizio storico che si vuole, ma non c’è dubbio che il suo successo più importante è stato nel recuperare (allora) alla democrazia e ad una idea di progresso culturale e sociale fette importanti di elettorato popolare istintivamente di destra o reazionarie, parte delle quali non c’entravano nulla con l’ispirazione cristiana. Questo elettorato ora si è accasato, spero non definitivamente, altrimenti continueremo a rappresentare un blocco sociale minoritario e sconfitto. E’ una considerazione sul piano di una totale laicità politica che un partito come il PD, a vocazione maggioritaria come diciamo in perfetto politichese, non può tralasciare.</p>
<p>Aggiungo un ultimo interrogativo. Ha senso sostenere oggi che i grandi temi etici contano poco nell’orientamento elettorale dei cittadini in un tempo nel quale il progresso della scienza ci pone ogni giorno davanti ai grandi dilemmi della vita e della morte? E’ giusto confinarli nelle coscienze individuali quando stanno diventando tra i problemi più scottanti dei parlamenti (e anche delle regioni), dovunque c’è un potere legislativo? Perché considerarli appannaggio degli altri partiti? </p>
<p>Scambiare il pragmatismo lombardo per una tavola senza valori e senza sentimenti di quel tipo, che invece ci sono eccome, e si radicano nella notte dei tempi, sarebbe un errore gravissimo per il Partito Democratico. Che alla fine potrebbe mettere in dubbio la stessa appartenenza di militanti e dirigenti. </p>
<p>Abbiamo un punto di ripartenza eccezionale, che è dato da una mobilitazione entusiasmante di cui bisogna dare merito alla dirigenza del partito, a tutti i candidati, due felicemente rieletti, e ad una militanza vastissima e rinnovata. La lucidità dell’analisi però è indispensabile e deve essere fatta coralmente e senza logiche consolatorie.</p>
<p>                                              Giuseppe Adamoli</p>
<p>                                          Consigliere regionale PD</p>
<p><a href="http://www.adamoligiuseppe.it" rel="nofollow">http://www.adamoligiuseppe.it</a></p>
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		<title>Comment on Hello world! by simi82</title>
		<link>http://innovatorieuropeivarese.wordpress.com/2008/02/21/hello-world/#comment-3</link>
		<dc:creator>simi82</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 11:49:40 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno a tutti, mi chiamo Simone Franceschetto, coordinatore del gruppo Innovatori Europei Varese.
Chiunque è interessato a scambiare opinioni sul Partito Democratico, per quanto riguarda Innovazione, Sapere, Temi ambientali, Cultura, e tutto quello che può essere di interesse, può registrarsi e scrivere su questo blog.

A presto

Simone Franceschetto, IE Varese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti, mi chiamo Simone Franceschetto, coordinatore del gruppo Innovatori Europei Varese.<br />
Chiunque è interessato a scambiare opinioni sul Partito Democratico, per quanto riguarda Innovazione, Sapere, Temi ambientali, Cultura, e tutto quello che può essere di interesse, può registrarsi e scrivere su questo blog.</p>
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<p>Simone Franceschetto, IE Varese</p>
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		<title>Comment on About by simi82</title>
		<link>http://innovatorieuropeivarese.wordpress.com/about/#comment-2</link>
		<dc:creator>simi82</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 13:30:58 +0000</pubDate>
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		<description>Il blog di IE sezione Varese è ufficialmente online

Simone Franceschetto</description>
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<p>Simone Franceschetto</p>
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		<title>Comment on Hello world! by Mr WordPress</title>
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		<dc:creator>Mr WordPress</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 13:29:26 +0000</pubDate>
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